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La ripartenza delle imprese ai tempi del Covid19

Questa pandemia ha portato ad una chiusura quasi totale delle imprese ai tempi del Covid19, una “distruzione” sociale ed economica in tutti gli angoli del mondo. In soli tre mesi, le previsioni di crescita globale sono state ridotte, infatti si prevede che l’economia globale si contrarrà del 3% per l’anno corrente, una flessione maggiore rispetto alla crisi finanziaria del 2008-2009. Il riavvio delle economie e della vita sarà la sfida più grande dei nostri tempi.

Non a caso, le imprese ai tempi del Covid19 cercano di trovare una via di mezzo appropriata tra un lungo e ampio blocco che danneggia l’economia e una riapertura troppo precoce e, forse, troppo veloce, rischiando potenziali blocchi successivi. Ma questo è un territorio inesplorato. Senza un precedente, non si è ancora totalmente in grado di creare mappe che potrebbero guidarci nei prossimi mesi critici.

Il percorso delle riaperture

Il percorso, tuttavia, è già abbastanza delineato. È probabile che la ripresa sia volatile e irregolare. Di conseguenza,si dovrebbero sviluppare strategie adattive per la riapertura, (come il covid manager) consentendo adeguamenti man mano che gli eventi si svolgono e emergono nuove informazioni e dati.

Questa strategia dovrà avere tre componenti principali. Il primo sarà quello di identificare i giusti fattori, come l’assistenza sanitaria e la disponibilità del pubblico, e determinare quando iniziare a riaprire le imprese ai tempi del Covid19. Il secondo dovrà spiegare come riaprire, sulla base di un quadro nazionale coerente con un’attuazione locale efficace. Il terzo, invece, dovrà gestire l’incertezza sulla riapertura della vita sociale ed economica creando trasparenza per costruire la fiducia del pubblico e garantendo che la strategia stessa possa essere adattata per riflettere nuove informazioni e condizioni.

Tre modelli per le imprese ai tempi del Covid19

Esistono tre modelli di base per riavviare la vita sociale ed economica: l’approccio di riavvio completo ora perseguito dalla Nuova Zelanda; un approccio incentrato sul mantenimento delle restrizioni per le popolazioni vulnerabili; e l’approccio graduale adottato da paesi come la Cina.

In base al modello di riavvio completo, il governo attende che i nuovi casi COVID-19 siano pari a zero e quindi riavvia l’attività sociale ed economica con misure restrittive minime ma con viaggi internazionali limitati. Questa strategia richiede una serie di condizioni che potrebbero non essere fattibili per la maggior parte dei paesi, inclusi controlli rigorosi alle frontiere, elevati volumi di test e tracciabilità dei contatti e la capacità di imporre un lungo periodo iniziale di blocco.

Il secondo approccio consente il diffuso riavvio dell’attività sociale ed economica, ma con un rigoroso isolamento per le popolazioni vulnerabili come gli anziani. Un simile approccio potrebbe non essere fattibile in molti paesi, dato il gran numero di persone che dovrebbero rimanere in isolamento fino a quando non sarà disponibile un vaccino o una cura. Tuttavia, potrebbe essere la strategia giusta per riavviare l’attività a breve termine per i paesi a basso reddito che non sono in grado di sviluppare rapidamente assistenza sanitaria e testare la capacità senza assistenza internazionale.

Il terzo approccio è probabilmente il più ampiamente adottato. In base a questo modello graduato, i governi eliminano le restrizioni in modo deliberato, graduale e incrementale basato sulla progressione della malattia, sulla prontezza del sistema sanitario pubblico e sulla preparazione del pubblico. Questo approccio è in varie fasi di introduzione in tutto il mondo, con paesi in Asia ed Europa all’avanguardia.

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Covid Manager: una nuova figura professionale

Ecco spuntare proprio nelle ultimissime settimane una nuova figura di dirigenza, il cosiddetto Covid Manager, che nasce dall’esigenza di adottare e far rispettare ogni misura di sicurezza d’emergenza Coronavirus, in previsione della ripartenza delle attività produttive italiane.

Cosa è il Covid Manager

Non è stata una scelta singolare, ma sempre più persone hanno dichiarato di avere la necessità dell’introduzione di questa figura all’interno delle numerose aziende in “quasi” riapertura, a partire dalla Fase 2. Questo è quello che si legge sui social e su vari gruppi di discussione: “è necessario un punto di riferimento interno alle fabbriche, impianti e stabilimenti per garantire la sicurezza sanitaria e promuovere le misure precauzionali necessarie per impedire la diffusione del contagio negli ambienti di lavoro.

E proprio per questo motivo che viene a crearsi la figura del Covid Manager e la sperimentazione parte dalla regione Veneta che ha individuato in questa nuova “professione”, l’assistenza ad esercenti e clienti nello svolgimento delle attività, sempre tenendo conto delle misure precauzionali di base: distanza, mascherina e guanti.

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Quindi, è proprio il Veneto che avvia la figura del Covid Manager all’interno di circa una ventina di aziende che comprendono 3000 lavoratori; il tutto sulla base di un progetto realizzato dalla stessa Regione in collaborazione con la Direzione della Prevenzione, la Direzione ICT e l’Agenda Digitale, oltre alla marcata presenza dell’Azienda Sanitaria Zero.

Il progetto

Il progetto presentato alle parti, dall’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, è avvenuto in videoconferenza e presenta tre obiettivi principali:

  1. La definizione di linee guida per la prevenzione e la garanzia della salute pubblica tramite un Manuale di Riapertura;
  2. L’acquisizione di evidenze scientifiche tramite un Progetto Pilota per circa 20 aziende;
  3. Il supporto delle aziende nella fase 2 della ripresa.

Lo stesso assessore alla sanità del Veneto, Lanzarin, ha spiegato che “è un piano che aggiorneremo in corso d’opera, mano a mano che emergeranno nuove necessità e il progetto sperimentale darà le sue indicazioni. In questo  c’è elasticità, perché una prevenzione sanitaria efficace come quella veneta non sta a guardare, ma monitora giorno per giorno le situazioni e adegua di conseguenza le sue azioni”.

Il manuale di Riapertura

Il manuale di Riapertura, a sua volta, prevede altri obiettivi esplicati in 3 fasi:

  1. l’individuazione di un Covid Manager all’interno delle aziende come figura di riferimento del processo in atto;
  2. la definizione di un piano aziendale di tutti i rischi possibili e probabili derivante dal Codiv19;
  3. la realizzazione e l’applicazione rigorosa di indicazioni operative che verranno attuate all’interno delle aziende, che prevedono sanificazione e igienizzazione degli ambienti lavorativi, la rilevazione della temperatura corporea di clienti, fornitori e lavoratori.

Ovviamente, senza nulla togliere alle misure precauzionali di base, ovvero l’obbligo di indossare guanti e mascherine, l’igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie, il mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro (criterio di distanza droplet) negli ambienti comuni e alle proprie postazioni di lavoro.

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