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Economia Governance Aziendale M&A Passaggio Generazionale in Azienda

L’illusione del “ne riparliamo l’anno prossimo”

Quanto costa rimandare le decisioni strategiche

C’è una frase che ritorna spesso nelle sale riunioni delle PMI italiane.
Una frase detta con tono rassicurante, quasi protettivo, come se servisse a guadagnare tempo senza conseguenze.

“Ne riparliamo l’anno prossimo.”

È una frase che non suona come un rifiuto.
Non è un “no”. È un “non ora”.
Ed è proprio per questo che è così pericolosa.

Perché rimandare una decisione strategica non è una scelta neutra.
È una decisione in sé, con un costo economico e strategico spesso invisibile nel breve periodo, ma molto concreto nel medio-lungo.

Nel mondo della crescita aziendale, dell’M&A e della finanza straordinaria, l’inazione ha sempre un prezzo. E spesso è più alto di quanto si immagini.


Perché rimandare sembra sempre la scelta più comoda

Rimandare dà l’illusione del controllo.
Permette di:

  • evitare conflitti interni
  • non esporsi a decisioni complesse
  • prendere tempo in contesti incerti

Nelle PMI, soprattutto quelle a forte guida imprenditoriale, questa dinamica è ancora più accentuata. L’imprenditore è immerso nell’operatività, ha mille priorità quotidiane e tende a considerare le decisioni strategiche come qualcosa da affrontare “quando ci sarà più tempo”.

Il problema è che quel momento raramente arriva.

Il mercato non aspetta. I competitor si muovono. Gli investitori guardano altrove.
E mentre l’azienda resta ferma, il contesto cambia.


L’inazione non è immobilità: è arretramento

Uno degli errori più diffusi è pensare che, se non si decide, nulla cambi.
In realtà accade l’opposto.

Nel business, stare fermi equivale a perdere terreno.

I margini si comprimono.
Le competenze diventano obsolete.
Il posizionamento si indebolisce.

Rimandare una scelta strategica non mantiene lo status quo: lo erode lentamente.


Il costo invisibile del tempo che passa

Il tempo è una variabile che non compare nel bilancio, ma incide sul valore dell’azienda più di molti altri fattori.

Ogni anno in cui:

  • non si rafforza la struttura
  • non si investe nella crescita
  • non si prepara l’azienda a un salto dimensionale

è un anno in cui il valore potenziale non cresce.

In ottica M&A, questo è un punto cruciale.
Un’azienda che rimanda le decisioni non solo vale meno oggi, ma vale meno anche domani, perché non ha costruito le basi per essere appetibile.


Valore aziendale: perché rimandare lo blocca

Il valore di un’azienda non dipende solo dai numeri attuali.
Dipende dalla capacità di crescere, dalla solidità della struttura e dalla chiarezza della strategia.

Quando un imprenditore dice:

“Ne riparliamo l’anno prossimo”

spesso sta rinviando interventi come:

  • rafforzamento del management
  • riduzione della dipendenza dal fondatore
  • miglioramento della leggibilità dei dati
  • chiarificazione della governance

Tutti elementi che incidono direttamente sulla valutazione in caso di:

  • ingresso di investitori
  • cessione parziale o totale
  • passaggio generazionale

Rimandare significa congelare il valore, o peggio, lasciarlo scendere.


Il mercato cambia anche se l’azienda non cambia

Un’altra grande illusione è pensare che il contesto resti stabile.

Nel frattempo:

  • i competitor crescono per linee esterne
  • nuovi player entrano nel mercato
  • i clienti cambiano aspettative
  • i costi strutturali aumentano

Chi rimanda una decisione strategica spesso lo fa per prudenza.
Ma quella prudenza, nel tempo, si trasforma in vulnerabilità.

Il mercato premia chi anticipa, non chi aspetta.


M&A e finanza straordinaria: il tempo non è mai neutro

Nel mondo M&A il fattore tempo è determinante.

Un’operazione non nasce in pochi mesi.
Serve preparazione, pulizia, chiarezza.

Quando un imprenditore rimanda:

  • l’analisi strategica
  • la messa in ordine dei numeri
  • la riflessione sulla struttura societaria

si ritrova spesso, anni dopo, a dover agire in condizioni peggiori, magari per necessità e non per scelta.

In quei casi non si negozia più da una posizione di forza.


Investitori: perché guardano altrove quando si rimanda

Gli investitori, siano essi finanziari o industriali, cercano aziende:

  • pronte
  • strutturate
  • con una visione chiara

Un’azienda che rimanda continuamente le decisioni strategiche manda un segnale preciso, anche se involontario: incertezza.

Non basta avere buoni numeri.
Serve dimostrare di saper governare il futuro.

E quando un’azienda non è pronta, gli investitori semplicemente guardano altrove.


Il rinvio come scelta emotiva, non razionale

Molto spesso il “ne riparliamo l’anno prossimo” non nasce da un’analisi razionale, ma da fattori emotivi:

  • paura di perdere il controllo
  • timore del cambiamento
  • fatica decisionale

Sono emozioni comprensibili, soprattutto in aziende costruite in anni di lavoro.
Ma non affrontarle ha un costo.

Un advisor serve anche a questo: portare razionalità dove l’emotività rischia di bloccare il percorso.


La differenza tra prudenza e immobilismo

Essere prudenti è una virtù.
Essere immobili è un rischio.

La prudenza analizza, valuta, prepara.
L’immobilismo rimanda senza costruire alternative.

Nel primo caso, il tempo lavora a favore dell’azienda.
Nel secondo, lavora contro.


Quando rimandare diventa una trappola strutturale

Il problema del rinvio cronico è che diventa un’abitudine.
Ogni anno si sposta più avanti il momento della decisione.

Intanto:

  • l’azienda cresce meno di quanto potrebbe
  • il fondatore resta il collo di bottiglia
  • le opzioni strategiche si riducono

A un certo punto, non si sceglie più tra più alternative.
Si sceglie tra poche possibilità residue.


Il ruolo dell’advisor: rompere l’illusione

Un advisor serio non serve a spingere verso un’operazione a tutti i costi.
Serve a rompere l’illusione del rinvio.

Il suo valore sta nel:

  • rendere visibile il costo dell’inazione
  • aiutare l’imprenditore a leggere il tempo come risorsa
  • costruire percorsi graduali e sostenibili

Non si tratta di fare tutto subito.
Si tratta di iniziare prima.


Decidere non significa agire subito, ma prepararsi

Un equivoco diffuso è pensare che decidere significhi eseguire immediatamente.

In realtà, le migliori decisioni strategiche sono quelle che:

  • aprono opzioni
  • non chiudono porte
  • preparano il terreno

Decidere oggi di lavorare sulla struttura non significa vendere domani.
Significa potersi permettere di scegliere domani.


Esempio pratico: come superare l’illusione del “l’anno prossimo”

Immaginiamo una PMI industriale da 18 milioni di fatturato, buona redditività ma crescita piatta da anni.

Situazione iniziale

  • Ogni anno il tema M&A viene rimandato
  • Nessun investitore coinvolto
  • Dipendenza totale dall’imprenditore

Il mantra è sempre lo stesso: “L’anno prossimo vediamo”.

Il cambio di approccio

Con il supporto di un advisor, l’azienda non parte dall’operazione, ma dal percorso.

Si lavora su:

  • chiarezza dei numeri
  • rafforzamento della seconda linea
  • analisi delle reali opzioni strategiche

Dopo 12 mesi, l’azienda:

  • non ha ancora venduto
  • non ha ancora aperto il capitale

Ma ha fatto una cosa fondamentale: ha smesso di rimandare.

Ora può scegliere se:

  • crescere per acquisizioni
  • aprirsi a un partner
  • continuare in autonomia

La differenza è che ora decide, non subisce.


Conclusione: rimandare costa più di quanto sembri

Il “ne riparliamo l’anno prossimo” è rassicurante solo in apparenza.
In realtà è una delle frasi più costose che un imprenditore possa pronunciare.

Perché il tempo passa comunque.
E ogni anno senza decisioni strategiche è un anno in cui:

  • il valore non cresce
  • il mercato avanza
  • le opzioni si riducono

La vera scelta non è tra fare o non fare.
È tra guidare il cambiamento o subirlo.

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Le imprese stanno pianificando il 2025

Come si pone Inveneta rispetto ai nuovi trend di crescita

Negli ultimi mesi il clima nelle imprese è cambiato.
Non si respira più solo incertezza, ma una nuova consapevolezza: il 2025 non può essere affrontato con gli stessi schemi del passato.

Inflazione, tassi, tensioni geopolitiche e rallentamento della domanda hanno lasciato il segno. Ma il vero cambiamento non è solo macroeconomico. È mentale. Sempre più imprenditori stanno capendo che pianificare non significa più “fare un budget”, ma ripensare il modello di crescita.

In questo scenario, M&A, finanza straordinaria e apertura a nuovi capitali non sono più strumenti “eccezionali”, ma leve strategiche ordinarie.
Ed è qui che Inveneta ha scelto di posizionarsi: non come semplice consulente, ma come advisor di percorso.


Il 2025 non è un anno qualunque

Chi guida un’impresa oggi lo percepisce chiaramente: il 2025 rappresenta uno spartiacque.

Non è l’anno della ripartenza facile, né quello dell’attesa prudente. È l’anno in cui molte aziende dovranno decidere chi vogliono diventare.

Le domande che gli imprenditori si stanno ponendo sono sempre più profonde:

  • Il nostro modello di business è ancora sostenibile?
  • La dimensione attuale è sufficiente per competere?
  • Siamo pronti a crescere, o rischiamo di rimanere schiacciati?

Pianificare il 2025 significa quindi prendere posizione, non limitarsi a fare previsioni.


Dalla gestione alla strategia: come sta cambiando la pianificazione

Per anni la pianificazione è stata sinonimo di controllo: costi, margini, obiettivi di fatturato.
Oggi questo approccio non basta più.

Le imprese più evolute stanno spostando il focus:

  • dal breve al medio-lungo periodo
  • dal conto economico alla struttura complessiva
  • dalla gestione alla strategia

Non si tratta di abbandonare i numeri, ma di usarli in modo diverso.
Non più solo per misurare il passato, ma per costruire opzioni future.


Crescere non è più solo una scelta commerciale

Uno dei trend più evidenti nella pianificazione 2025 è questo: la crescita non è più solo una questione di vendite.

Sempre più imprenditori si stanno rendendo conto che:

  • aumentare il fatturato senza struttura aumenta il rischio
  • crescere senza capitale limita le possibilità
  • crescere senza governance crea fragilità

Ecco perché M&A, joint venture, ingresso di investitori e riorganizzazioni societarie entrano sempre più spesso nei piani strategici.

Non come scorciatoie, ma come acceleratori consapevoli.


M&A: da evento straordinario a leva strategica

Fino a pochi anni fa, l’M&A era vissuto come qualcosa di distante, quasi “da grandi aziende”.
Oggi non è più così.

Nel 2025 molte PMI pianificano:

  • acquisizioni per crescere dimensionalmente
  • fusioni per rafforzare il posizionamento
  • cessioni parziali per liberare valore
  • ingressi di partner industriali o finanziari

Il motivo è semplice: da soli si cresce più lentamente.
E in alcuni settori, la lentezza non è più un’opzione.


Il ruolo del capitale nella pianificazione 2025

Un altro cambiamento chiave riguarda il rapporto con il capitale.

Sempre più imprese stanno superando un tabù storico:
aprire il capitale non significa perdere il controllo, ma guadagnare possibilità.

Nel 2025 il capitale viene visto come:

  • leva per investire
  • strumento per strutturare la crescita
  • supporto per il passaggio generazionale
  • acceleratore di valore

Ma perché questo funzioni, serve preparazione.
Ed è qui che molte aziende fanno ancora confusione.


Perché pianificare non significa improvvisare

Uno degli errori più comuni è pensare che pianificare il 2025 significhi “decidere nel 2025”.

In realtà, le operazioni più rilevanti richiedono:

  • tempo
  • analisi
  • preparazione interna

Un’operazione di M&A o l’ingresso di un investitore richiedono 6–18 mesi.
Questo significa che le scelte fatte oggi determinano le opzioni disponibili domani.

Le imprese più mature stanno lavorando ora per avere libertà di scelta nel 2025.


Governance e organizzazione: il vero nodo

Tra i trend più sottovalutati nella pianificazione 2025 c’è il tema della governance.

Molte aziende stanno capendo che:

  • una struttura troppo accentrata limita la crescita
  • la dipendenza dal fondatore riduce il valore
  • la mancanza di deleghe spaventa investitori e partner

Pianificare significa quindi anche:

  • chiarire ruoli
  • rafforzare il management
  • rendere l’azienda più autonoma dalle persone chiave

Non per perdere identità, ma per renderla scalabile.


I numeri contano, ma vanno letti nel modo giusto

Nel percorso verso il 2025, i numeri restano centrali.
Ma non tutti i numeri contano allo stesso modo.

Le imprese più evolute non guardano solo a:

  • fatturato
  • utile

Ma iniziano a monitorare:

  • qualità dei margini
  • concentrazione clienti
  • generazione di cassa
  • sostenibilità della crescita

Questo tipo di lettura è fondamentale in ottica M&A e finanza straordinaria.
Ed è uno degli ambiti in cui l’advisor fa davvero la differenza.


Come Inveneta legge questi trend

Inveneta nasce e lavora proprio in questo spazio: tra numeri e visione, tra presente e futuro.

Il nostro approccio parte da una convinzione chiara:
la strategia non si cala dall’alto, si costruisce insieme all’imprenditore.

Per questo non lavoriamo su operazioni isolate, ma su percorsi di crescita.


Inveneta come advisor di percorso, non di evento

Nel contesto della pianificazione 2025, Inveneta si pone come:

  • interlocutore strategico
  • guida nei momenti decisionali
  • supporto nella lettura dei numeri
  • facilitatore di operazioni straordinarie

Il nostro lavoro inizia prima che l’operazione esista.
Quando ancora si stanno valutando le opzioni.

Questo consente agli imprenditori di:

  • non subire il mercato
  • prepararsi con anticipo
  • arrivare pronti quando si presenta l’occasione giusta

L’approccio Inveneta: chiarezza prima di tutto

Uno dei valori centrali di Inveneta è la chiarezza.
Chiarezza sui numeri, sulle possibilità e anche sui limiti.

Non tutte le aziende devono fare M&A.
Non tutte devono aprire il capitale.

Ma tutte devono sapere cosa possono fare.

Pianificare il 2025 significa anche avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, senza illusioni ma con metodo.


Esempio pratico: come le imprese pianificano il 2025 con Inveneta

Immaginiamo una PMI manifatturiera da 20 milioni di fatturato, margini sotto pressione e forte dipendenza dal fondatore.

Situazione iniziale

  • Pianificazione basata solo sul budget
  • Nessuna ipotesi di crescita strutturata
  • Idee confuse su M&A o investitori

Percorso con Inveneta

Il lavoro non parte dall’operazione, ma dall’azienda.

Si analizzano:

  • numeri reali e sostenibilità
  • struttura organizzativa
  • obiettivi dell’imprenditore

Si costruisce poi un percorso:

  • rafforzamento della governance
  • miglioramento della leggibilità dei dati
  • definizione delle opzioni strategiche

Quando arriva il momento di pianificare il 2025, l’azienda:

  • conosce i suoi punti di forza
  • ha già lavorato sulle criticità
  • può scegliere se crescere da sola, acquisire o aprirsi a partner

In questo scenario, il 2025 non è un salto nel buio, ma una tappa naturale di un percorso consapevole.


Conclusione: pianificare significa scegliere prima

Le imprese che stanno pianificando davvero il 2025 hanno capito una cosa fondamentale:
il futuro non si subisce, si prepara.

In un contesto complesso, la differenza non la fanno solo i numeri, ma:

  • il tempo
  • il metodo
  • le persone giuste al fianco

Inveneta sceglie di stare lì: accanto all’imprenditore, quando le decisioni contano davvero.

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Economia Esportazione

L’export agro-industriale e le opportunità per le PMI venete: una fotografia 2025

un Veneto che guarda oltre i confini

Nel 2025 il Veneto si conferma una delle regioni più dinamiche e internazionalizzate d’Italia. La spinta all’export non è più solo una scelta strategica, ma una necessità strutturale per la sopravvivenza e la crescita delle imprese.
Tra i settori che trainano questa corsa verso i mercati esteri, l’agro-industria gioca un ruolo di primo piano: vino, alimentare trasformato, macchinari per la lavorazione dei prodotti agricoli e packaging sostenibile rappresentano l’eccellenza del “Made in Veneto” nel mondo.

Ma qual è oggi lo stato di salute dell’export agro-industriale veneto? Quali mercati offrono le maggiori opportunità? E come possono le PMI locali sfruttare questo trend per rafforzare la propria competitività, anche attraverso strumenti di finanza straordinaria e operazioni di M&A?


L’agro-industria veneta nel contesto globale: una crescita che non si ferma

Negli ultimi dieci anni il comparto agro-industriale veneto ha dimostrato una straordinaria capacità di resilienza e adattamento. Anche di fronte a crisi internazionali, guerre commerciali e fluttuazioni valutarie, le esportazioni hanno continuato a crescere, sostenute dalla qualità dei prodotti e dall’evoluzione tecnologica dei processi produttivi.

Secondo le ultime rilevazioni ISTAT e Promex, nel 2024 il valore dell’export agroalimentare e agro-industriale del Veneto ha superato i 9 miliardi di euro, con un incremento medio annuo del 7% nell’ultimo triennio.
A trainare il settore sono in particolare:

  • il vino (oltre il 35% del valore esportato, con il Prosecco come punta di diamante);
  • i prodotti trasformati di alta gamma (formaggi DOP, salumi, conserve, dolciario);
  • la tecnologia per la trasformazione alimentare (macchine imbottigliatrici, sistemi automatizzati per la filiera agro-industriale).

Il Veneto, grazie a distretti come Verona, Treviso, Padova e Vicenza, si conferma un polo di eccellenza dove agricoltura e industria convivono in un equilibrio perfetto.


Le nuove tendenze dell’export agro-industriale nel 2025

Il 2025 segna una nuova fase dell’internazionalizzazione: non basta più esportare un prodotto, serve costruire un ecosistema competitivo e sostenibile.
Le principali tendenze che stanno ridefinendo il mercato sono:

  1. Sostenibilità e tracciabilità
    I consumatori esteri chiedono prodotti trasparenti, sostenibili e certificati. Le aziende venete stanno investendo in packaging compostabile, riduzione degli sprechi e piattaforme digitali di tracciabilità.
  2. Premiumization
    Cresce la domanda di prodotti italiani di fascia medio-alta, soprattutto in Asia e Nord America. Il “Made in Veneto” viene percepito come sinonimo di autenticità e qualità artigianale.
  3. Diversificazione dei mercati
    Le imprese stanno riducendo la dipendenza dall’Europa e puntando su mercati emergenti come Corea del Sud, Emirati Arabi, India e Africa orientale, dove il cibo italiano è sempre più richiesto.
  4. Digital export e marketplace B2B
    Le piattaforme digitali stanno diventando canali fondamentali per la promozione e la vendita, anche per le PMI. Il Veneto si distingue per un crescente numero di aziende che adottano strategie di e-commerce export-oriented.

Le sfide per le PMI: internazionalizzare senza perdere identità

Per molte PMI venete, esportare significa affrontare nuove sfide: investimenti in logistica, adattamento ai regolamenti doganali, gestione del rischio valutario e culturale. Tuttavia, le imprese che riescono a superare queste barriere diventano più solide, innovative e attraenti anche per investitori e partner industriali.

Una delle principali difficoltà risiede nel passaggio dalla dimensione locale a quella internazionale senza snaturare il DNA aziendale.
Le PMI venete devono riuscire a mantenere la loro artigianalità e radicamento territoriale, pur adottando strutture organizzative e finanziarie più evolute, capaci di sostenere la crescita all’estero.


Il ruolo della finanza straordinaria nell’espansione internazionale

In questo scenario, la finanza straordinaria gioca un ruolo determinante.
Operazioni come fusioni, acquisizioni, joint venture o partnership industriali possono accelerare l’internazionalizzazione e rafforzare la capacità competitiva delle PMI.

Tre le leve principali:

  • Aggregazione: unire competenze e capitali tra imprese dello stesso territorio per affrontare insieme i mercati esteri.
  • Capitale estero: aprire l’equity a fondi o investitori stranieri per sostenere l’espansione commerciale.
  • M&A strategico: acquisire aziende locali nei Paesi target per presidiare direttamente i mercati e controllare la distribuzione.

Questi strumenti, se gestiti con competenza, consentono alle imprese venete di crescere non solo per linee interne ma anche attraverso operazioni strutturate che ne aumentano il valore e la solidità finanziaria.


L’approccio Inveneta: accompagnare la crescita con visione e metodo

Inveneta, come advisory indipendente specializzata in finanza straordinaria e M&A, conosce da vicino la realtà produttiva veneta e le sue peculiarità.
La nostra visione parte da un principio semplice: ogni impresa ha un potenziale di crescita che va interpretato e valorizzato, specialmente in contesti internazionali dove la competizione è globale.

Nel campo dell’agro-industria, il nostro supporto si articola su tre direttrici:

  1. Analisi strategica: valutiamo la solidità finanziaria e industriale dell’azienda, identificando le aree più pronte per l’espansione estera.
  2. Ricerca di partner: individuiamo investitori, distributori o target per operazioni di M&A in linea con i valori e gli obiettivi del cliente.
  3. Finanza per la crescita: strutturiamo operazioni che favoriscono l’accesso a capitali, incentivi o fondi dedicati all’internazionalizzazione e alla transizione green.

Il nostro obiettivo non è semplicemente accompagnare le aziende “fuori dai confini”, ma costruire ponti solidi tra il Veneto e il mondo.


I mercati più promettenti nel 2025 per l’export veneto

Nel 2025, i principali mercati di sbocco per l’agro-industria veneta mostrano dinamiche molto diverse, ma tutte interessanti.

  • Nord America
    Gli Stati Uniti restano il primo mercato extraeuropeo. I consumatori americani cercano autenticità e qualità. Crescono le vendite di vini veneti e alimenti ready-to-eat premium.
  • Asia orientale
    Corea del Sud e Giappone sono mercati maturi e ad alto valore aggiunto, mentre la Cina torna a crescere con una domanda più selettiva. Opportunità importanti anche per i macchinari e la tecnologia alimentare.
  • Medio Oriente e Nord Africa
    Emirati e Arabia Saudita investono nella diversificazione alimentare e nella logistica del freddo: le imprese venete del food tech e della lavorazione automatizzata trovano spazi di sviluppo.
  • Europa dell’Est e Balcani
    Restano mercati vicini e accessibili, ideali per le PMI che vogliono iniziare un percorso di internazionalizzazione graduale.

Le politiche europee e le nuove opportunità di finanziamento

Il contesto europeo del 2025 offre nuove risorse per le imprese agro-industriali grazie a programmi dedicati alla sostenibilità, digitalizzazione e competitività internazionale.
Tra i più rilevanti:

  • il Fondo per la Sovranità Alimentare Europea, che sostiene innovazione e tracciabilità;
  • i bandi Horizon Europe per la tecnologia alimentare e l’agricoltura 4.0;
  • i fondi PNRR e regionali destinati alle filiere agro-industriali.

Le imprese venete possono accedere a questi strumenti anche in forma aggregata, con il supporto di advisor esperti nella pianificazione strategica e finanziaria.


Sostenibilità e innovazione come driver di export

La transizione green non è più una tendenza, ma un requisito competitivo.
Nel 2025, la sostenibilità è al centro di ogni trattativa internazionale. I buyer e gli investitori cercano aziende che adottano processi a basso impatto ambientale, energie rinnovabili, logistica intelligente e packaging riciclabile.

Le PMI venete, grazie alla loro flessibilità, possono integrare innovazione e sostenibilità più velocemente delle grandi aziende, posizionandosi come partner ideali nelle catene globali del valore.


Esempio pratico: un’impresa veneta che conquista il mercato estero

Immaginiamo una PMI di Vicenza specializzata nella produzione di sughi e conserve biologiche.
Negli ultimi anni, l’azienda ha investito in un impianto automatizzato e in packaging 100% compostabile. Con il supporto di un advisor finanziario, individua un partner commerciale in Germania e apre una joint venture per la distribuzione europea.

Grazie all’operazione:

  • aumenta la produzione del 40%;
  • entra in nuovi mercati (Francia e Scandinavia);
  • ottiene un finanziamento green legato alla sostenibilità del processo produttivo;
  • consolida la propria struttura finanziaria e organizzativa, rendendosi appetibile per future partnership o acquisizioni.

Un caso concreto di come l’export, se accompagnato da visione strategica e strumenti adeguati, possa trasformare una PMI locale in un player internazionale.


Conclusione: il Veneto che cresce nel mondo

Il 2025 si preannuncia come un anno chiave per l’export agro-industriale veneto. Le imprese che sapranno coniugare tradizione e innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione, potranno non solo resistere, ma prosperare in uno scenario globale in continua evoluzione.

Per Inveneta, osservare e supportare questo processo significa rafforzare il legame con il territorio, mettendo a disposizione competenze finanziarie e strategiche che aiutano le aziende a guardare lontano, restando saldamente ancorate ai valori veneti: qualità, concretezza e visione.

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Economia Finanza Straordinaria

Il metodo Lombard nelle operazioni M&A con finanza straordinaria

Introduzione al metodo Lombard in finanza straordinaria

Il metodo Lombard – noto anche come Lombard lending – rappresenta un’innovazione nelle operazioni di finanza straordinaria e M&A. Si tratta di una forma di finanziamento garantito, in cui un acquirente concede un prestito utilizzando, come collaterale, un portafoglio di titoli liquidi (azioni, obbligazioni, ETF…). Questo meccanismo, nato con i banchieri lombardi nel Medioevo, continua oggi ad offrire liquidità immediata preservando la proprietà dell’asset.

Funzionamento operativo del credito Lombard

Il funzionamento è semplice:

  • Il portafoglio in garanzia viene valutato e applicato uno sconto (haircut), tipicamente tra il 50 % e l’80 % del valore lordo .
  • Il prestatore concede un prestito proporzionale (Loan‑to‑Value) al valore netto post‑haircut, rivalutato periodicamente.
  • I tassi applicati sono generalmente legati all’Euribor+spread, con durata breve, poiché il rischio mercato implica margini di breve termine.

Vantaggi per l’operazione di M&A

Liquidità immediata

Grazie al Lombard, l’offerente M&A ottiene fondi senza liquidare asset strategici, mantenendo proprietà e partecipazioni in portafoglio. In questo modo il metodo Lombard M&A, con la finanza straordinaria, permette di ottenere liquidità.

Flessibilità e rapidità

Il processo è rapido e modulabile: la garanzia può essere integrata o ridotta, e il finanziamento adeguato, gestendo efficacemente le esigenze del deal.

Costo competitivo

Il costo è spesso inferiore rispetto a prestiti tradizionali o bond, grazie alla minore percezione del rischio da parte del creditore .

Criticità e rischi associati

Mercati volatili

Gli hedges e gli haircut proteggono la banca, ma in mercati ribassisti il debitore potrà subire margin calls o forced selling.

Durata limitata

Essendo pensato per finanziare operazioni brevi, potrebbe non coprire strutture finanziarie M&A più lunghe o complesse.

Costi accessori

Commissioni sulla garanzia, spese di custodia e altri oneri possono ridurre il beneficio netto per l’acquirente .

Applicazioni tipiche nelle M&A

1. Bridge financing

Prima dell’emissione di bond o dell’operazione di equity, il Lombard supporta l’offerta garantendo liquidità immediata.

2. Supporto a operazioni con leverage

In strutture LBO, il method Lombard può affiancare la leva tradizionale, permettendo di posticipare dismissioni.

3. Finanziamento post-merger

Nel periodo transitorio post-closing, per gestire sinergie e costi di integrazione, senza dover liquidare partecipazioni.

Fattori critici per una corretta strutturazione

Valutazione della garanzia

Importante scegliere titoli liquidi, stabili e con bassa volatilità per ottenere haircut favorevoli.

Contratti trasparenti

Il documento deve prevedere chiaramente le condizioni di margin-call, i trigger e le modalità di integrazione o riduzione delle garanzie.

Monitoraggio costante

Cruciale mantenere il rapporto LTV entro limiti concordati, con report e revisione periodica del valore del portafoglio.

Ottimizzazione ed efficacia dell’operazione

  • Sinergia con gli advisor finanziari: coinvolgere banche e consulenti per strutturare la giusta combinazione tra bridge, Lombard e capitale permanente.
  • Scelta degli strumenti: preferire asset liquidi e stabile gestione del rischio.
  • Comunicazione agli stakeholder: chiarezza sul ruolo del Lombard ai mercati e alle controparti regolate.

Esempio pratico: Il metodo Lombard nell’acquisizione di “TechPort”

Immaginiamo che l’holding Italiana “Alpha Partners” voglia acquistare TechPort, target tecnologico da 200 M€ entro 3 mesi, in attesa di un’equity raise e di emissione bond.

Struttura finanziaria proposta:

  • Alpha impegna un portafoglio titoli da 120 M€, con haircut medio 65 %.
  • La banca concede un finanziamento Lombard da 78 M€.
  • Restano 122 M€ da finanziare tramite emissione obbligazionaria o equity, prevista in 6-9 mesi.

Vantaggi strategici:

  • Liquidità immediata per il closing dell’operazione.
  • Nessuna vendita di partecipazioni strategiche.
  • Il costo del Lombard (Euribor+0,75 %) risulta inferiore rispetto a un prestito sinteticamente strutturato.

Rischi mitigati:

  • In caso di ribasso dei titoli di garanzia, sono previste margin calls periodiche.
  • Il contratto specifica trigger al 60 % LTV: se non coperti, Alpha dovrà integrare titoli o ridurre l’esposizione.

Risultato:

L’operazione può chiudersi rapidamente, garantendo integrazione post-merger urgente (sistema IT, onboarding), senza stressare bilancio e mantenendo flessibilità per i passaggi successivi.

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Economia

Analisi di una recente operazione M&A nel mercato italiano

Introduzione al contesto M&A in Italia

Nel biennio 2024–2025 il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni ha mostrato dinamiche interessanti: valore aggregato in crescita e crescente attenzione da parte di investitori internazionali, in particolare nel settore bancario, infrastrutturale e tecnologico. Nel primo trimestre del 2025 si sono registrate oltre 300 operazioni M&A per un valore superiore a 15 miliardi di euro, con bancari e industriali protagonisti .

Gli operatori finanziari sono al centro di questa fase di consolidamento: da UniCredit–Banco BPM a Mediobanca–Banca Generali, fino a Intesa Sanpaolo che mantiene prudenza.

Focus sull’operazione Swisscom–Vodafone Italia

Tra le operazioni di maggiore rilievo, spicca l’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Swisscom (tramite Fastweb). Annunciata nel marzo 2024 e perfezionata il 31 dicembre 2024 per 8 miliardi di euro, questa operazione crea il secondo operatore convergente italiano, Fastweb + Vodafone.

Obiettivi strategici

Swisscom punta a:

  1. Combinarlo con Fastweb per sfruttare sinergie nel fisso e nel mobile.
  2. Incrementare la copertura 5G e le offerte per la PA, consolidando la posizione competitiva.

Aspetti regolatori

L’operazione ha superato vari passaggi:

  • Nodo antitrust da AGCM, AGCOM, MIMIT e Commissione UE.
  • Considerazioni in materia di sicurezza nazionale.
  • Finalizzazione a fine 2024.

Valutazione e sinergie

  • Valore di €8 mld: la valutazione tiene conto della scala dell’operatore.
  • Sinergie previste: integrazione rete, ottimizzazione dei costi operativi e management condiviso .

Impatto sul mercato italiano

Questa fusione ha effetti importanti:

  • Sul settore delle TLC: nasce un player leader con circa 23 M utenti, pronto a sfidare TIM e gli altri competitor.
  • Per la PA e le infrastrutture: maggiore capacità di investimento, più banda e servizi digitali.
  • Consolidamento industriale: l’operazione rispecchia il trend di un’Italia M&A più matura, dove grandi investimenti infrastrutturali affiancano deal di medio-piccola dimensione.

Sfide operative e rischi

  • Integrazione culturale e operativa: gestire due diverse organizzazioni e sistemi operativi.
  • Controlli regolatori successivi: vigilanza continua da AGCOM e antitrust.
  • Reazioni competitive: TIM e Wind Tre potrebbero reagire agendo su prezzo e innovazione.

Esempio pratico: operazione Swisscom–Vodafone Italia**

Nel marzo 2024, Swisscom ha annunciato l’acquisto del 100 % di Vodafone Italia per 8 miliardi. Dopo la piena ricezione dell’ok da AGCM, AGCOM, MIMIT e Commissione UE, il 31 dicembre 2024 l’operazione si è conclusa. È nato il nuovo brand “Fastweb + Vodafone”, con governance unica di entrambe le società, consolidamento della rete 5G e offerte convergenti.

Il deal è un caso emblematico di strategia M&A basata su:

  • acquisizione di scala;
  • sinergie operative (rete, clienti, management);
  • rafforzamento di posizionamento verso la PA e i mercati premium.

È un esempio concreto di come un’operazione M&A in Italia, ben strutturata e regolata, possa trasformare un settore chiave, generando valore per investitori, utenti, mercato e infrastruttura nazionale.

**Fonti: https://cincodias.elpais.com/companias/2025-01-01/swisscom-recibe-luz-verde-para-la-compra-de-vodafone-italia.html

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Economia

Dovalue Investing Forum: Una Guida Completa

Il mondo degli investimenti è vasto e in continua evoluzione. Tra le molte strategie e piattaforme disponibili, il Dovalue Investing Forum emerge come uno strumento essenziale per gli investitori moderni. Ma cosa rappresenta esattamente e come può aiutare gli investitori a prendere decisioni informate?

Cos’è il Dovalue Investing Forum?

Il D.I.F. è una piattaforma o un evento dove gli investitori, sia novizi che esperti, si riuniscono per discutere, condividere e apprendere sulle migliori pratiche e strategie di investimento. Questo forum offre un’opportunità unica per interagire con esperti del settore, analisti finanziari e altri investitori, permettendo una condivisione di conoscenze e esperienze.

Come funziona il Dovalue Investing Forum?

Partecipare al D.I.F. è piuttosto semplice:

  1. Registrazione: Gli interessati devono registrarsi per partecipare, fornendo dettagli come nome, contatto e background di investimento.
  2. Sessioni Informativa: Il forum offre diverse sessioni, workshop e panel di discussione su vari argomenti legati agli investimenti.
  3. Networking: Oltre alle sessioni informative, ci sono opportunità di networking dove gli investitori possono interagire tra loro e con gli esperti.
  4. Risorse: Molti forum offrono risorse come report, studi di caso e materiali formativi per approfondire ulteriormente gli argomenti trattati.

Quali problemi risolve il Dovalue Investing Forum?

Il Dovalue Investing Forum aiuta a:

  • Educazione: Fornisce agli investitori le conoscenze e le competenze necessarie per prendere decisioni informate.
  • Networking: Offre opportunità per costruire relazioni professionali e collaborazioni.
  • Accesso a Esperti: Gli investitori possono interagire direttamente con esperti del settore e ottenere consigli personalizzati.
  • Aggiornamenti del Settore: Mantiene gli investitori aggiornati sulle ultime tendenze e sviluppi del settore degli investimenti.

Esempio Pratico: La Storia di Marco

Marco, un giovane imprenditore, ha recentemente deciso di diversificare il suo portafoglio investendo in azioni. Tuttavia, non aveva molta esperienza nel campo degli investimenti. Dopo aver sentito parlare del D.I.F., ha deciso di partecipare. Durante il forum, ha assistito a diverse sessioni informative, ha interagito con esperti del settore e ha costruito una rete di contatti. Questa esperienza non solo gli ha fornito le competenze necessarie per iniziare a investire con fiducia, ma gli ha anche offerto l’opportunità di collaborare con altri investitori. Oggi, Marco gestisce con successo un portafoglio diversificato e attribuisce gran parte del suo successo alle conoscenze acquisite al Dovalue Investing Forum.

Conclusione

Il Dovalue Investing Forum rappresenta una risorsa inestimabile per gli investitori di tutti i livelli. Offre una piattaforma per apprendere, condividere e crescere nel mondo degli investimenti. In un settore in continua evoluzione, avere accesso a tali risorse può fare la differenza tra il successo e il fallimento.


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Economia financial forecast Investitori Merge And Acquisition

Il Financial Forecast: La Bussola dell’Imprenditore Veneto per Navigare il Futuro Aziendale

In un mercato in continua evoluzione come quello veneto, gli imprenditori di PMI sono costantemente alla ricerca di strumenti che possano offrire una visione chiara del futuro. Uno di questi strumenti è il Financial Forecast, una bussola indispensabile per chi desidera navigare con sicurezza nel mondo imprenditoriale.

1. Cos’è il Financial Forecast?
Il Financial Forecast, o previsione finanziaria, è un’analisi dettagliata delle proiezioni economiche e finanziarie di un’azienda. Attraverso questo strumento, gli imprenditori possono avere una visione chiara delle entrate, delle uscite e della crescita prevista per i prossimi anni.

2. Una Visione del Futuro:
Per le PMI venete, avere una previsione accurata significa poter anticipare le sfide e le opportunità. Questo permette di prendere decisioni informate, sia che si tratti di investimenti, assunzioni o espansione sul mercato.

3. Guida alle Decisioni di Investimento:
Il Financial Forecast offre una panoramica delle risorse disponibili e delle necessità finanziarie future. Questo aiuta gli imprenditori a determinare dove e quando investire, massimizzando il ritorno sull’investimento.

4. Anticipare le Sfide:
Ogni impresa si trova di fronte a periodi di incertezza o difficoltà. Grazie al Financial Forecast, è possibile anticipare questi momenti e prepararsi adeguatamente, riducendo i rischi e garantendo la stabilità dell’azienda.

5. Crescita e Innovazione:
Con una visione chiara del futuro finanziario, le PMI venete possono pianificare strategie di crescita e innovazione, assicurando un vantaggio competitivo nel mercato.

6. Consulenza Esperta:
Mentre il Financial Forecast è uno strumento potente, è essenziale avvalersi di esperti in materia finanziaria per garantire previsioni accurate e realistiche.

L’Esperto Approccio di INVENETA al Financial Forecast

Nel panorama delle previsioni finanziarie, INVENETA si distingue per la sua profonda competenza e dedizione all’eccellenza. Grazie alla nostra vasta esperienza, siamo in grado di elaborare Financial Forecast in perfetta sintonia con i metodi più avanzati di analisi e previsione statistica. Non ci limitiamo a seguire le tendenze; ci impegniamo a rimanere all’avanguardia, assicurandoci che ogni previsione sia conforme ai migliori standard e metodi di financial forecasting. Questo impegno verso l’accuratezza e l’innovazione garantisce ai nostri clienti previsioni affidabili e strategie finanziarie solide, su cui possono costruire un futuro aziendale prospero.

Conclusione sul Financial Forecast

In conclusione, il Financial Forecast rappresenta una bussola preziosa per gli imprenditori veneti. In un mondo aziendale sempre più complesso e competitivo, avere una visione chiara del futuro può fare la differenza tra il successo e l’insuccesso. E per le PMI del Veneto, questo strumento è la chiave per navigare con sicurezza verso un futuro prospero.

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