Introduzione: il Veneto come laboratorio di innovazione sostenibile
Il Veneto è da sempre una delle regioni più dinamiche del tessuto imprenditoriale italiano. Una terra dove la tradizione si intreccia con la spinta al cambiamento, e dove le imprese, spesso familiari, hanno saputo trasformare la propria storia in un motore di innovazione. Negli ultimi anni, due parole sono diventate centrali nel racconto economico regionale: sostenibilità e filiera corta. Due concetti che, uniti, rappresentano una vera rivoluzione culturale e industriale, capace di ridefinire il futuro del made in Veneto.
Ma cosa significa, concretamente, innovare in modo sostenibile in un contesto produttivo così radicato nel territorio? E come la filiera corta può diventare un modello competitivo, non solo etico?
Il valore della filiera corta: più vicina, più forte, più sostenibile
La filiera corta non è solo una modalità di produzione o distribuzione, ma un vero paradigma di sviluppo. Si fonda sull’idea che ridurre le distanze tra produttori, fornitori e consumatori generi valore — economico, ambientale e relazionale.
Nel Veneto, questo concetto trova terreno fertile: la densità delle PMI, la prossimità geografica tra distretti e la cultura collaborativa rendono naturale pensare in termini di ecosistema.
La filiera corta consente di:
- Ridurre i costi e le emissioni legate ai trasporti e alla logistica;
- Favorire la tracciabilità e la qualità delle materie prime;
- Rafforzare i legami di fiducia tra le imprese del territorio;
- Creare occupazione locale e valorizzare competenze artigianali.
In sostanza, si tratta di un modello che risponde perfettamente ai principi ESG — ambiente, società e governance — oggi sempre più centrali nella strategia di crescita delle imprese.
Innovazione sostenibile: un cambio di paradigma culturale
Innovare in modo sostenibile non significa soltanto introdurre nuove tecnologie o materiali green, ma ripensare l’intero processo produttivo in ottica circolare. Nel Veneto, le imprese stanno reinterpretando il concetto di innovazione: meno legato alla sola performance tecnica, più orientato al valore condiviso.
Questo approccio si traduce in tre direttrici principali:
- Efficienza energetica e risorse rinnovabili, per ridurre l’impatto ambientale;
- Digitalizzazione dei processi, per migliorare trasparenza e tracciabilità;
- Collaborazione interaziendale, per condividere conoscenze e investimenti.
Un esempio emblematico arriva dai distretti dell’arredo e della moda veneta, dove la digitalizzazione della supply chain sta permettendo una gestione più intelligente delle risorse, integrando fornitori locali e promuovendo materiali riciclati.
Il made in Veneto come ecosistema virtuoso
Il made in Veneto è un marchio che evoca qualità, cura e autenticità. Ma oggi deve anche raccontare responsabilità e futuro. Le aziende più lungimiranti stanno interpretando la sostenibilità non come obbligo, ma come opportunità di posizionamento competitivo.
Pensiamo a un’azienda vinicola delle colline trevigiane che utilizza bottiglie prodotte da vetrai locali, tappi in sughero certificato e etichette biodegradabili. Oppure a una realtà metalmeccanica che riduce gli scarti di produzione grazie a tecnologie di precisione e li reimmette nel ciclo produttivo di un partner vicino.
Ogni piccolo passo nella filiera contribuisce a un risultato collettivo più grande.
Il ruolo dell’advisoring e della finanza straordinaria
Per sostenere la transizione verso modelli di innovazione sostenibile, serve anche una visione finanziaria adeguata. Strumenti come fusioni, acquisizioni, joint venture e partnership industriali possono accelerare il cambiamento, consentendo alle imprese di rafforzare la propria posizione nella filiera locale.
Un advisory esperto, come quello offerto da Inveneta, aiuta le PMI a:
- Individuare sinergie tra imprese del territorio;
- Integrare competenze tecnologiche e sostenibili;
- Strutturare operazioni di M&A coerenti con i valori ESG;
- Accedere a capitali dedicati alla transizione verde.
L’obiettivo non è solo crescere, ma crescere meglio, costruendo valore condiviso e duraturo.
La sostenibilità come leva di competitività
La sostenibilità non è più un “plus”, ma una condizione necessaria per restare sul mercato. Gli investitori, i consumatori e le istituzioni richiedono coerenza, trasparenza e impegno concreto.
Nel Veneto, la cultura del lavoro ben fatto si sposa naturalmente con questi valori. Le imprese che adottano la filiera corta non solo riducono i costi ambientali, ma diventano anche più agili e resilienti.
Inoltre, il legame con il territorio genera un vantaggio reputazionale importante: i brand veneti che investono in sostenibilità sono percepiti come autentici, credibili e orientati al futuro.
Esempio pratico: la rete del mobile sostenibile veneto
Immaginiamo una rete di aziende dell’arredo nel distretto di Treviso.
Un’impresa capofila progetta mobili in legno certificato FSC, utilizzando vernici a base d’acqua e componenti prodotti da fornitori locali entro un raggio di 50 km. I residui di lavorazione vengono trasformati in pellet da una start-up energetica del territorio. La logistica è condivisa da più aziende del distretto, riducendo del 30% le emissioni di CO₂.
Questa rete è supportata da un advisory specializzato, che aiuta le imprese a formalizzare accordi, misurare l’impatto ambientale e presentarsi insieme ai bandi europei per la transizione ecologica.
Risultato: margini più alti, costi ridotti, reputazione rafforzata.
Ma soprattutto, un ecosistema locale che cresce in modo coordinato, sostenibile e innovativo.
Conclusione: il futuro del made in Veneto è nella prossimità intelligente
La sfida per il Veneto non è soltanto mantenere la propria eccellenza manifatturiera, ma rigenerarla attraverso la sostenibilità e l’innovazione.
La filiera corta diventa così un nuovo modello di competitività: più agile, più umana, più radicata.
E realtà come Inveneta hanno un ruolo cruciale nel guidare le imprese verso questa evoluzione, offrendo consulenza strategica, visione finanziaria e capacità di creare connessioni di valore.
In un mondo sempre più globalizzato, il Veneto dimostra che il futuro può — e deve — essere costruito vicino a casa.
